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Premessa

Il sistema del welfare è sottoposto a forti tensioni e difficoltà dovute ai grandi cambiamenti indotti da nuovi problemi sociali (come immigrazione, calo demografico e della natalità, invecchiamento, disagio giovanile e della famiglia) nonché dal perdurare della crisi economica che riduce le risorse a disposizione della pubblica amministrazione e delle famiglie.

Nascono nuovi bisogni ma le risorse per farvi fronte, sia economiche che organizzative, tendono a scarseggiare: si pone dunque il problema di come garantire nei prossimi anni la qualità dell’esistente e ampliare per quantità e qualità l’offerta di risposte e servizi.

Si deve invertire la tendenza all’invecchiamento e allo spopolamento di Mantova che ne fanno la città con la popolazione più anziana della Regione: un fenomeno che comporta incrementi notevoli della spesa per i servizi sociali e assistenziali.

Serve un nuovo welfare che affronti questi temi e sia in grado di sviluppare opportunità di coesione sociale per un benessere equo e sostenibile.

Quello che immaginiamo è un nuovo sistema che, accanto al “welfare primario” nato per rispondere in particolare ai soggetti più fragili (bambini, anziani, disabili e persone non autosufficienti), preveda anche un “secondo welfare” che parta dal basso, dalla comunità, dalle iniziative di associazioni, volontari e anche aziende.

Si tratta di un modello già diffuso in altre città, che coinvolge l’universo della scuola, dello sport, della legalità, della sicurezza, della sanità e del volontariato in una rete fondata sui principi di reciprocità e partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti: istituzioni, onlus, singoli cittadini. E’ questo il formato innovativo che, quartiere per quartiere, si può introdurre anche a Mantova, nell’ottica di una gestione condivisa di risorse e beni comuni.

 

Obiettivi

Ripensare i servizi
Ridefinire le priorità di spesa e indirizzarle in particolare verso scuola, giovani e famiglie. Va ripensata l’offerta di servizi: dalla scuola (pre e dopo scuola, spazi e opportunità di partecipazione attiva per gli adolescenti, orari lunghi e flessibili dei servizi) agli sport, al tempo libero.

Disagio sociale: più prevenzione
Investire sulla prevenzione del disagio sociale attraverso l’attivazione delle comunità e dei cittadini costruendo percorsi finalizzati alla crescita della coesione sociale.

Riorganizzare funzioni e risorse
Sostenere la realizzazione della Grande Mantova quale nuovo soggetto amministrativo che, con il superamento delle Province, sia in grado di razionalizzare strutture e risorse. Fondamentale sarà la ridefinizione e il coordinamento dei principali attori e strumenti del settore, da Aspef ai Piani di zona.

Rendere trasparenti e pubbliche le voci di bilancio della spesa sociale, indirizzandola verso le condizioni di bisogno effettivo, e intervenire su sprechi e disfunzioni, monitorando attività e costi.

Coordinare i programmi della ASL con quelli dei servizi sociali comunali (a partire dai servizi domiciliari) per evitare sovrapposizioni, inefficienze e spreco di risorse.

Ricalibrare tariffe e agevolazioni
Rivedere il sistema di tasse e tributi e la loro destinazione, nonché il sistema delle tariffe dei servizi a domanda individuale, in direzione di una maggiore equità sociale agevolando le famiglie e i soggetti più deboli.

Intervenire con politiche efficaci in particolare per i servizi scolastici e per la casa, privilegiando l’insediamento di giovani coppie.

Definire i livelli essenziali delle prestazioni comunali al fine di Assicurare alcune  prestazioni sociali in forma di diritto esigibile.

Sostenere il lavoro
Il welfare ha bisogno di un consistente capitale di risorse umane: è importante dunque favorire lo sviluppo di nuovi posti di lavoro stabile, a partire dal settore pubblico. Il volontariato con il suo contributo gratuito e generoso può integrare l’opera dei professionisti, ma non sostituirsi ad essa.

 

Strumenti

• Realizzare una struttura amministrativa che si occupi di integrare i dati elaborati dai principali attori del welfare (a partire da Comune e ASL) per monitorare i più rilevanti fenomeni sociali, sanitari ed ambientali.
• Dotare il Comune degli strumenti amministrativi necessari per intervenire efficacemente sulla programmazione sociosanitaria di ASL, Regione Lombardia e Governo.
• Adottare i Contratti di collaborazione da stipulare nei quartieri fra amministrazione pubblica, associazioni e cittadini, per la gestione condivisa di risorse e beni comuni.
• Costituire una struttura amministrativa dedicata all’innovazione tecnologica, per sviluppare progetti in grado di accedere ai Fondi Comunitari e a quelli resi disponibili dall’Agenda digitale.
• Rivedere l’Isee comunale trasformandolo da strumento di assistenza a veicolo di promozione dei diritti, privilegiando le nuove famiglie.
• Potenziare l’organizzazione degli uffici destinati ai controlli sulle varie forme di evasione di tasse, tributi e tariffe.
• Integrare maggiormente le attività dei vari soggetti presenti sul territorio comunale a partire da Aspef e Istituti Mazzali.
• Realizzare l’Ospedale di Comunità, una struttura pensata per ospitare temporaneamente le persone dimesse dall’ospedale e che non possono tornare a casa, perché sole oppure bisognose di cure ulteriori non praticabili a casa e troppo costose se erogate in ambito ospedaliero. Una soluzione preziosa per i pazienti e più economica rispetto al ricovero in ospedale, che la precedente amministrazione di centrosinistra aveva previsto, ma che è stata abbandonata dal centrodestra.
• Rendere più coerenti e stabili i rapporti fra Assessorato al Welfare e Assessorati alla Scuola e allo Sport.