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Premessa

Mantova deve rinascere. Oggi sta morendo per il continuo calo della popolazione e per l’impoverirsi della vita, in centro e nei quartieri. La città è il nostro corpo, dobbiamo averne cura. La città deve ripulirsi, disintossicarsi, respirare meglio.
Deve riprendere a correre, a crescere, a lavorare. Deve ritrovare armonia ed equilibrio, dinamismo e slancio. La città ha bisogno di qualità delle case, delle strade e delle piazze, non di una massa di abitazioni e auto. Deve espellere il brutto, il troppo, lo sporco.

Al centro della nostra visione della buona pratica amministrativa c’è la convinzione che occorre puntare sulla tutela e la valorizzazione del bene comune. Questo significa opporsi alla privatizzazione della città e del territorio, al dominio della speculazione privata, facendo al contrario diventare lo spazio pubblico il protagonista della trasformazione e del rilancio della nostra città. Significa anche privilegiare le ragioni legate alla ricerca di nuovi indicatori del benessere rispetto alle scelte dettate dall’economia e dalla finanza, che devono saper fornire strumenti a servizio dell’uomo, e non invece dominarne la vita.

Questa spinta etica deve essere l’elemento di innovazione culturale amministrativa su cui poggia lo sviluppo urbano: l’inversione di un modello culturale così obsoleto come l’attuale può attuarsi esclusivamente con un progetto alternativo coraggioso, forte, convincente. In questo approccio contemporaneo alla gestione del territorio, basato su innovazione e sostenibilità, va inserito anche il tema della sicurezza urbana. Il degrado degli spazi urbani e la ghettizzazione favoriscono l’insorgere di fenomeni criminali.

Riqualificare le zone degradate, fermare le speculazioni edilizie, destinare i terreni a funzioni sociali o trasformarli in parchi urbani, sempre facendo partecipare i cittadini alle scelte dei loro quartieri, allontana lo spettro della criminalità dalle aree oggi a rischio.

 

Obiettivi e strumenti

Grande Mantova
E’ necessario elaborare una proposta concreta da sottoporre all’attenzione, oltre che dei Sindaci, anche della cittadinanza, e che sia fondata sull’integrazione dei servizi e sulla salvaguardia delle identità, delle scelte e degli indirizzi delle Amministrazioni che fino ad oggi hanno operato sui territori di loro competenza.

Ambiente
La fotografia dell’esistente è impietosa e nota a tutti. Il nostro obiettivo è di migliorare la salute pubblica attraverso politiche che agiscano su due livelli: il miglioramento delle condizioni ambientali e l’educazione a stili di vita più sani.

Bonifiche
La questione della bonifica dell’inquinamento dell’area del SIN deve essere considerata non tanto un problema, quanto un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro nel difficile compito di risanamento ambientale. La nuova Amministrazione Comunale dovrà sostenere, gestire e controllare gli interventi di bonifica, promuovendo al tempo stesso processi di riconversione delle attività inquinanti  in un’ottica “green”.
Tra gli obiettivi ci sarà anche quello del risanamento del fiume Mincio, da nord a est, facendo partecipi tutti i soggetti interessati per trasformarlo in un magnifico luogo di attrazione ambientale, turistica ed economica, che in modo nuovo e moderno metta a frutto ciò che fa di Mantova una città unica.

Gestione del territorio

• Definire il nuovo Piano di Governo del Territorio che dovrà essere un unico, complessivo Piano di Risanamento Territoriale, e per la città dovrà avviarsi il più grande Piano di Recupero Urbano in Europa, coinvolgendo le migliori intelligenze del settore, anche a livello internazionale. Il Governo del territorio si fonderà sui principi di tutela della salute dell’ambiente, sulla cura della vita sociale, sull’urgenza della rigenerazione urbana e non più sui parametri economici dello sfruttamento del suolo, dell’aria e delle acque.

• Realizzare una politica per il diritto alla casa, da affidare non al mercato della speculazione, bensì ad una equilibrata azione di regia tra pubblico e privato, social housing e recupero dell’esistente: quello che oggi prende il nome di RI.U.SO (Rigenerazione Urbana Sostenibile).

• Rimuovere l’immondizia urbanistica e bloccare il consumo del suolo, introducendo gli oneri di “dis-urbanizzazione”, con l’unica eccezione per il completamento dei cantieri non terminati.

• Definire un nuovo Piano del Traffico e della Mobilità sostenibile. Dobbiamo gestire una nuova mobilità che muove le persone e non i veicoli. La mobilità è sicuramente una necessità primaria, sia per esigenze lavorative che personali, e per tutelarla dobbiamo intervenire bloccando gli sprechi e garantendo la mobilità sostenibile.

• Realizzare un nuovo Piano per il Risparmio energetico e il Risparmio ambientale per far fronte alla sempre crescente crisi energetica e ai relativi costi per le Amministrazioni pubbliche e per i cittadini.

• Favorire gli investimenti su fonti rinnovabili a impatto zero, escludendo impianti di combustione dei rifiuti di qualsiasi natura o specie, o delle biomasse alimentati da coltivazioni agricole. Affrontare con Enel ed Enipower i temi delle tariffe a compensazione ambientale e dell’ammodernamento della rete di distribuzione.

• Favorire le ristrutturazioni che portino ad avere edifici ad emissioni ridotte, anche agendo con incentivi sulle imposte.

• Installare centraline di rilevazione della qualità dell’aria, i cui dati dovranno essere messi in rete e resi accessibili in tempo reale.

• Puntare maggiormente sul teleriscaldamento: un investimento importante ma che richiede una profonda e attenta analisi dei dati gestionali di Tea, perché ad oggi i costi del teleriscaldamento sono troppo alti e il sistema tende ad essere disincentivante, mentre dovrebbe essere premiante per chi vi si allaccia.

• Progetto di modifica dell’illuminazione comunale attraverso la sua ottimizzazione, estensione e la sostituzione di tutta l’illuminazione pubblica esterna ed interna con lampade led.

• Raccogliere ed elaborare analisi e proposte contro il degrado delle periferie e del verde urbano.

• Eliminare le barriere architettoniche, perché ai più deboli è dovuto il rispetto e l’attenzione della comunità.

• Combattere una ingiustizia fiscale molto forte che non ha visto attuare politiche compensative rispetto ai valori immobiliari, seguendo le logiche proposte di ripartizione proporzionale delle imposte.

 

Raccolta porta a porta: un sistema da modificare in direzione “Rifiuti Zero”

Dobbiamo migliorare la gestione del ciclo dei rifiuti. Il nostro approccio innovativo è centrato sulla conversione ecologica e non si riduce alla ricerca della migliore soluzione tecnica e organizzativa per la raccolta, il trattamento e lo smaltimento. Occorre infatti:

• definire un progetto che porti verso i rifiuti zero.

• rivedere il sistema tariffario e dei costi.

Il Comune ha abdicato al proprio compito primario di sviluppare la programmazione e la progettazione in questo settore:  deve invece iniziare ad aiutare le imprese e gli artigiani, riorganizzandosi e mettendo in campo le proprie professionalità, poco apprezzate e valorizzate.

Quanto alla raccolta differenziata con il sistema porta a porta, occorre introdurre importanti modifiche alla luce del principio che “chi meno inquina, meno paga”, mentre oggi le bollette sono calcolate sulle dimensioni dell’abitazione: un criterio che penalizza, ad esempio, molti anziani che vivono soli.

Basterebbero alcuni accorgimenti, mai presi in considerazione dall’Amministrazione di centrodestra, per migliorare di molto il sistema di raccolta:

• realizzare aree per la raccolta di organico, vetro e plastica con cassonetti semi-interrati ad apertura personale con chiave identificativa e lettore di codice a barre;

• mantenere il porta a porta solo per indifferenziata e carta, modificando giorni e orari di raccolta, che devono essere unificati nel centro storico;

• organizzare una raccolta personalizzata per le attività commerciali e artigianali;

• istituire un centro mobile di raccolta itinerante (camper con isola ecologica per la raccolta dei rifiuti speciali, la distribuzione dei sacchetti e di informazioni o prenotazioni per lo smaltimento di rifiuti ingombranti o pericolosi), che farà tappa nelle diverse zone della città;

• incentivi alla raccolta di carta e plastica con tessera a punti che offre diritti premianti (biglietti per l’autobus, sconti su servizi o su acquisti convenzionati etc).

 

Le aziende municipali

• Rivedere il ruolo, gli scopi e le mission di Tea, Aster, Aspef e Apam: devono tutte operare per i cittadini, con bilanci resi chiari e comprensibili a tutti.

• Ribadire la natura dell’acqua come bene comune, affrontando il tema col nostro gestore affinché resti pubblica.

• Lanciare una capitalizzazione necessaria alla manutenzione delle reti attraverso i “Bond di progetto”, ampiamente usati e sostenuti dall’Unione Europea.

• Realizzare il progetto di “Green belt” per la città di Mantova, perché Mantova è uno spazio che include aree rurali, di acqua, il nucleo storico, la città contemporanea e le urbanizzazioni nei Comuni limitrofi.