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Premessa

I quartieri di Mantova presentano situazioni molto eterogenee tra loro, sia da un punto di vista urbanistico che sociale e storico.

Alcune periferie sono diventate il luogo in cui negli ultimi venti anni si è concentrata la nuova urbanizzazione della città ed è aumentata la densità abitativa, spesso in maniera disorganica e senza una visione complessiva. Questo ha portato a diverse urbanizzazioni non completate, a cantieri fermi da tempo, a immobili invenduti, se non addirittura a veri e propri quartieri fantasma.

A questo si aggiungono la carenza di servizi e di centri aggregativi, l’agonia del commercio di prossimità e dei mercati rionali, che contribuiscono a rendere alcuni quartieri dei semplici “dormitori” e che impoveriscono le occasioni di interazione sociale, alimentando un senso diffuso di insicurezza, di precarietà e, in particolare negli anziani, di solitudine.

Significativo risulta, quasi ovunque, l’aumento degli immigrati, soprattutto in età scolare: un fenomeno che pone come prioritario il tema degli scambi interculturali.

Al tempo stesso, però, i quartieri registrano un notevole dinamismo associativo: sono molte le organizzazioni di volontariato, i comitati di quartiere, le società sportive che vivacizzano le periferie, anche se lo scarso coordinamento non permette di esprimerne appieno il potenziale di coesione sociale.

 

Obiettivi e strumenti

 

1. LA PARTECIPAZIONE

Cittadinanza attiva
Una delle risposte possibili alla crisi economica in atto, stante la scarsità di risorse a disposizione delle Amministrazioni Comunali, consiste nel coinvolgere la cittadinanza, sviluppandone un atteggiamento più attivo, una partecipazione più consapevole alla vita della comunità.

Missione primaria della pubblica amministrazione diventa quindi quella di favorire la crescita civile e un rinnovato senso di responsabilità e di attivismo nei cittadini per arrivare ad una gestione condivisa del bene comune. Non mancano esempi in questo senso, come il Regolamento sull’amministrazione condivisa dei beni comuni urbani messo a punto dal Comune di Bologna e che ha portato all’adozione di “Patti di collaborazione” tra l’Amministrazione Comunale e i cittadini attivi organizzati in gruppi, associazioni, comitati.

Si tratta di un nuovo modello di governance “orizzontale” che riattiva le relazioni e consente alla cittadinanza di esprimere creatività e idee, lasciando alla politica un ruolo di coordinamento e regia.

Mantova bene comune
Occorre fare della partecipazione attiva dei cittadini e della cura dei beni comuni un tratto distintivo dell’Amministrazione della città, dando concretezza all’Articolo 118, ultimo comma, della Costituzione.

Per raggiungere questo obiettivo occorre:

• approvare un regolamento che consenta la collaborazione fra i cittadini e la Pubblica Amministrazione per la gestione dei beni comuni, fondata sui principi come di fiducia reciproca, trasparenza, responsabilità, apertura, informalità e autonomia dei cittadini;
• formare dipendenti e amministratori comunali alle tecniche di facilitazione, mediazione e ascolto attivo, predisponendo anche un corner dedicato presso lo sportello unico;
• sperimentare forme di gestione civica di spazi pubblici.

Un modello di partecipazione per Mantova
La nostra proposta prevede la costituzione di “Tavoli di quartiere”, ovvero assemblee permanenti cui partecipano molteplici attori sociali, dal pubblico al terzo settore, assieme ai cittadini.

Le finalità dei tavoli di quartiere, coordinati dai Servizi Sociali del Comune, sono molteplici: dall’ideazione di nuovi servizi alla popolazione al coordinamento tra le associazioni, sino all’elaborazione di progetti di welfare di Comunità, con l’obiettivo di favorire la coesione sociale attraverso idee e pratiche innovative e partnership tra pubblico e privato.

Il Regolamento Comunale
Occorre ripensare il Regolamento Comunale sulla partecipazione prevedendo nuove modalità di intervento dei cittadini, come assemblee pubbliche, laboratori tematici, social network, bilancio partecipato.

Per facilitare il ruolo attivo della cittadinanza occorre inoltre introdurre la possibilità di presentare ordini del giorno o interrogazioni, corredate dalla raccolta di un numero congruo di firme, che devono essere discusse dal Consiglio comunale entro 30 giorni.

Si possono infine prevedere Consigli Comunali decentrati nei quartieri per incentivare la partecipazione dei cittadini.

E-democracy
E-democracy è la forma di democrazia diretta in cui vengono utilizzate le moderne tecnologie  dell’informazione e della comunicazione nelle consultazioni popolari.

Tale pratica va inserita nelle attività di comunicazione riferite ai tavoli di quartiere, che prevedono siti web, uno spazio forum aperto ai cittadini interessati e, appunto, la possibilità di effettuare consultazioni on-line come nuovo strumento di confronto fra cittadini ed amministrazione.

Si realizza così “un’agorà virtuale” per migliorare la qualità delle politiche, aumentare la fiducia nell’operato dell’Amministrazione e il rapporto di fiducia tra cittadini e Comune garantendo la trasparenza dell’azione pubblica.

L’ Amministrazione Comunale e la partecipazione
Quanto è pronta oggi l’Amministrazione Comunale di Mantova a gestire tavoli di quartiere elaborando nuove politiche sulla partecipazione?

Sicuramente occorre definire nuovi ambiti e competenze strutturando una scuola/laboratorio per gli operatori comunali chiamati a gestire tavoli di confronto così complessi attraverso un apprendimento continuo; sarebbe inoltre opportuno istituire un assessorato e uno o più consiglieri con delega al decentramento.

2. WELFARE E QUARTIERI

Welfare community
Il welfare di comunità consiste nell’attivare tutte le energie e le competenze presenti sul territorio per offrire servizi efficaci ed efficienti volti all’inclusione sociale, alla ricostruzione delle relazioni e del senso di appartenenza.

La necessità di sviluppare politiche di welfare community deriva dalla scarsità di risorse provocata dall’aumento dei bisogni e delle richieste, acuiti peraltro dalla crisi economica in atto.

Il futuro del welfare e della coesione sociale a Mantova dipende dalla capacità di attivare cittadini e stakeholder in progetti innovativi; in questo scenario, il ruolo dell’Amministrazione Comunale è quello d promuovere e coordinare progetti e iniziative, per trasformare i cittadini stessi  in costruttori di welfare.

Dialogo intergenerazionale
L’Amministrazione deve attivare processi di valorizzazione e confronto fra le diverse generazioni, con particolare riferimento agli anziani ed ai bambini.

E’ possibile sostenere le relazioni fra età differenti attraversi progetti di collaborazione in vari ambiti (artistico, linguistico, creativo, artigianale, sportivo, botanico), realizzando così un’occasione per trasmettere abilità, saperi ed esperienze preziose.

Dialogo interculturale
La diversità culturale, oltre a rappresentare un futuro ineludibile, va pensata come opportunità e risorsa strategica.

In questa ottica il Comune deve farsi promotore di un centro interculturale per la “Grande Mantova”, tenendo presente che presto la Provincia perderà le sue funzioni fra cui quella di gestione della struttura attuale. Il Comune dovrà inoltre farsi motore e traino della Consulta Provinciale per l’immigrazione, valorizzandone il luogo di rete dei Comuni.

3. LA RIGENERAZIONE DEI QUARTIERI

Rivalutazione e recupero degli spazi comuni
I quartieri della città sono costellati di spazi poco o male utilizzati, se non addirittura abbandonati e lasciati al degrado.

Diventa prioritario quindi recuperarli, valorizzarli e renderli organici alla vita dei quartieri come elemento di primaria importanza per la coesione sociale. Per fare ciò è opportuno:

• un recupero urbanistico delle zone più critiche;
• organizzare eventi culturali o di intrattenimento;
• valorizzare le piazze con mercatini rionali settoriali, coordinati fra loro.

Contratti di quartiere
E’ prioritario per l’Amministrazione Comunale portare a termine i Contratti di Quartiere di Borgochiesanuova e Lunetta, con particolare riferimento, per quest’ultimo, alla realizzazione della piazza del mercato, al rifacimento di via Lombardia e al recupero e nuova destinazione dell’ex CAG.

 

4. I SERVIZI

Lo sportello dei cittadini
Dopo la soppressione delle Circoscrizioni risulta necessario istituire degli “Sportelli del Cittadino” nei quartieri periferici, gestiti da personale qualificato, che possano erogare servizi al cittadino, raccogliere segnalazioni per le manutenzione, coordinare i centri di lettura e gli orti sociali, promuovere attività culturali.

Le scuole dei quartieri
Le scuole dell’obbligo di periferia vivono condizioni oggettive di difficoltà, dovute a strutture datate e alle complessità legate alla multietnicità delle classi che può comportare gap di apprendimento tra gli allievi.

Diventa quindi strategico invertire la tendenza e potenziare le scuole di periferia con progetti mirati e investimenti in personale, arredi e dotazioni tecnologiche, oltre ad integrarle al contesto esterno attraverso l’organizzazione di iniziative e il coinvolgimento di famiglie e cittadini.

Le scuole di periferia devono costituire, insieme alle biblioteche, le infrastrutture del sapere nei quartieri della città.

Le biblioteche di quartiere
Le biblioteche di quartiere devono diventare spazi di aggregazione sociale aperti a commistioni con i servizi educativi, assistenziali, con le reti di associazioni, e dei centri promotori di cultura e creatività legata ai territori: luoghi capaci di riattivare e incentivare legami e riconnettere pensieri.