idee-economia

Premessa

Una città che non offre lavoro è una città che muore. Non possiamo aspettare che sia solo il Governo a promuovere interventi: anche gli enti locali devono giocare la propria parte. Cosa che non ha fatto in alcun modo l’amministrazione Sodano, ed è stata la mancanza più grave.

Il dato più preoccupante, in termini economici e occupazionali, è la profonda crisi in cui versa una parte rilevante dell’industria mantovana. La raffineria Ies e la cartiera Burgo sono due esempi di grandi realtà messe in ginocchio non solo dalla difficile congiuntura economica, ma anche dalla incapacità di stare sul mercato, da una crisi di competitività rispetto alla concorrenza, soprattutto straniera.

Ciò che è mancato per troppo tempo all’industria mantovana, spesso anche alle piccole e medie imprese, è stata la capacità di investire in termini di innovazione per riuscire a competere sui mercati internazionali attraverso la qualità dei prodotti e dei processi. Nel complesso, il settore industriale e manifatturiero mantovano ha accumulato un gap che deve essere recuperato velocemente.

Alcune crisi aziendali erano annunciate, come quella della Ies: si sapeva da anni che la chimica del petrolio non può avere futuro, non solo a Mantova, ma anche in Italia e probabilmente in Europa. E un discorso analogo rischia di essere fatto anche per lo stabilimento Versalis, come più volte denunciato dalle RSU.

E’ dunque evidente come il futuro dell’area del petrolchimico, ma non solo, debba passare per una nuova industrializzazione.

E’ uno scenario realistico? Noi pensiamo di sì.

Raccogliamo alcuni dati. Mantova fu scelta come sede di una grande area petrolchimica molti anni fa, in virtù di una straordinaria quantità di acqua, unica in Italia, fondamentale per i processi chimici di queste proporzioni.

Inoltre il nostro capoluogo si caratterizza per la presenza di un territorio pianeggiante, dotato di infrastrutture in grado di collegarlo al resto del Paese per movimentare i prodotti.

A ciò si aggiunge la straordinaria risorsa rappresentata dal porto di Valdaro e dal polo logistico, che va difeso e valorizzato.

Nel corso degli anni a questi asset si è aggiunta anche la presenza di figure professionali qualificate e competenti nonché la disponibilità di strutture industriali non obsolete, per le quali sono stati realizzati anche in tempi recenti importanti investimenti.

Acqua, infrastrutture, professionalità e impianti industriali possono dunque rappresentare un concreto punto di ripartenza per la reindustrializzazione del petrolchimico.

 

Obiettivi

Creare le condizioni perché a Mantova ci sia ancora l’industria
Per recuperare il gap di competitività accumulato dal comparto industriale mantovano due sono gli obiettivi principali:
• difendere la presenza sul nostro territorio della grande industria, valorizzandone le funzioni di ricerca e innovazione;
• mettere a disposizione delle medie e piccole imprese, che difficilmente dispongono delle necessarie risorse materiali e cognitive, i risultati delle attività di ricerca e innovazione prodotti nella grande impresa, promuovendo la formazione di reti di conoscenza e trasferimento.

Finanziamento di un progetto di ricerca specifica nella chimica verde
L’Europa sta promuovendo con forza la chimica verde, ovvero la chimica che muove da materie prime rinnovabili: un settore interessante ma nel quale purtroppo gli investimenti a Mantova sono ad oggi pari a zero.

Difendere e valorizzare il Porto di Valdaro e il polo logistico
La messa in liquidazione della Valdaro Spa, conseguenza della totale latitanza dell’amministrazione comunale, non deve far perdere di centralità al porto di Valdaro e la sua vocazione alla logistica.

Riconversione della raffineria IES in termini di bioraffinazione
Gli obblighi imposti dall’Europa in termini di percentuale bio nei carburanti sembrano prospettare un possibile business. Sarebbe un ulteriore tentativo di tenere insieme il comparto agricolo, così importante nel nostro territorio, con il futuro di un pezzo di industria che oggi dispone di personale qualificato, di impianti, di infrastrutture e di materie prime.

Bonifiche del terreno e della falda
L’opera di risanamento del SIN è ancora molto in ritardo, ma ad oggi è necessaria e non ulteriormente differibile, come peraltro impone l’ingiunzione ministeriale. La partita delle bonifiche è un tema non solo ambientale, ma anche economico e occupazionale: gli interventi comporteranno un consistente utilizzo di operatori e la municipalizzata TEA potrebbe giocare un ruolo rilevante in quest’opera facendosi capofila di un network di imprese del territorio.

Investire in settori moderni e innovativi
Mantova si caratterizza per la possibilità di investimento in settori moderni, innovativi, con forti possibilità di sviluppo e sostenuti dall’Unione Europea.

Innanzitutto c’è l’agricoltura intensiva integrata, soprattutto di ortaggi, fino alla trasformazione biotecnologica per la produzione di “green chemicals” e polimeri da fonti rinnovabili (non per intenderci le centrali a biomasse), soprattutto dagli scarti lattiero-caseari e di coltivazione.

C’è poi il riciclo di plastica e carta da raccolta differenziata per la produzione di materiali, che può essere integrato con la chimica da fonti rinnovabili e non; infine la ristrutturazione edilizia con risparmio energetico e riduzione delle emissioni nocive.

Si tratta di settori ampiamente compatibili con le risorse del nostro territorio (basti pensare alla disponibilità di calore a bassa temperatura del petrolchimico e delle centrali termiche che può essere vantaggiosamente impiegata nelle coltivazioni in serra e fuori terra), per i quali serve uno sforzo in termini di ricerca e innovazione per trasformarli in una prospettiva reale.

Accanto ad una progettualità di prospettiva che cominci da un forte investimento in ricerca e sviluppo, ci sono molti provvedimenti che l’amministrazione comunale può adottare per facilitare immediatamente l’insediamento di nuove imprese e per favorire quelle che già sono presenti sul territorio.

Incentivi alle start up e sostegno alle microimprese commerciali e artigiane
Per rivitalizzare il tessuto produttivo della città occorre puntare non solo sulla grande industria e sui settori più innovativi, ma anche sulle imprese di piccole dimensioni, se non addirittura micro, che sono fondamentali per garantire la vitalità del capoluogo e offrire possibilità di occupazione.

E’ indispensabile mettere a punto strumenti in grado di sostenere anche le piccole realtà imprenditoriali, siano esse artigianali, commerciali o di servizi, prevedendo incentivi alle start up (in particolare per i giovani o per chi espulso dal mondo del lavoro intraprende la strada dell’attività autonoma) e meccanismi di riduzione della pressione fiscale per le realtà già esistenti.

 

Strumenti

Parco scientifico tecnologico
Occorre approfondire l’idea promossa dall’associazione Ambiente e Sviluppo, coinvolgendo la grande potenzialità rappresentata dal Centro Ricerche di Versalis.

Rivedere il ruolo della Fondazione Università di Mantova
Negli ultimi dieci anni gli enti pubblici mantovani hanno investito circa 20 milioni di euro nell’Università. Tanti soldi che hanno prodotto quasi nulla nella costruzione di un nesso con lo sviluppo dell’impresa mantovana.

E’ una situazione che non può continuare: ciò che la comunità mantovana investe in sapere deve essere soprattutto rivolto alla ricerca, e in particolare a quella che può essere finalizzata a rilanciare l’impresa, creando le condizioni per maggiore competitività e nuova occupazione.

Incentivare la nascita di start up
Un semplice provvedimento come la rinuncia alle imposte locali quali l’Imu e la Tasi per tutta la fase di start up rappresenta uno strumento concreto per favorire la nascita di nuove realtà imprenditoriali.

Questa misura non si tradurrebbe in un costo per l’Amministrazione, poiché si tratta di nuove imprese che prima non contribuivano: sarebbe quindi un provvedimento a costo zero.

Adottare politiche di sostegno per le piccole e micro aziende
E’ indispensabile mettere a punto strumenti per sostenere le piccole e micro imprese operanti in tutti i settori (manifatturiero, artigianale, commerciale, di servizi) a partire dall’accesso al credito, prevedendo fondi a rotazione in concerto con la Camera di Commercio, ma anche intervenendo sulla fiscalità locale, ricalibrando il peso dei tributi.

Un Assessorato più forte e competente
Per essere realizzati, questi e altri provvedimenti richiedono una diversa organizzazione dell’Amministrazione Comunale. Riteniamo necessario il rafforzamento dell’Assessorato alle attività produttive, una delega strategica quanto da sempre “fantasma” nella Giunta Sodano, che deve diventare il vero centro di regia per le politiche di sviluppo del territorio.