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Premessa

Il tema dell’ambiente è stato affrontato negli anni con approcci culturali opposti, destinati a generare guerre ideologiche piuttosto che risolvere i problemi e cogliere le opportunità. Il lavoro da una parte, la salute e la tutela dell’ambiente dall’altra. Come se si trattasse di valori in conflitto tra loro, di interessi inconciliabili.

Buona parte del problema è stata affossata dalla crisi. Le imprese a rischio ambientale chiudono non per le prescrizioni di Ministero ed enti locali, bensì perché non riescono più a stare sul mercato: e’ il caso della Ies.

La contrapposizione tra redditività economica, mantenimento dell’occupazione e tutela della salute si replica anche in altri ambiti, come l’accessibilità al centro storico:  da una parte le esigenze dei residenti che chiedono limitazioni al traffico, dall’altra gli interessi dei commercianti che si ritengono danneggiati dalle ztl.

Lavoro e ambiente dunque continuano ad essere pensati in modo separato.

La sfida culturale, prima che politica, è proprio quella di superare questa contrapposizione. Affermando che c’è lavoro sicuro e duraturo solo in presenza di una reale compatibilità con l’ambiente e la salute dei cittadini.

 

Obiettivi

Bonifiche
Chi ha inquinato deve pagare e bonificare fino all’ultima goccia d’acqua e all’ultimo pezzo di terra. Non può essere accettato alcun tipo di ricatto o di disimpegno. La legge va applicata ed è uguale per tutti.

Una nuova industrializzazione
E’ indispensabile che per l’area del petrolchimico si ragioni sulla esigenza che ambiente e lavoro siano tenuti insieme. La storia ci insegna che le bonifiche sono più difficili dove vengono abbandonati gli impianti e, viceversa, nessun nuovo investimento viene fatto senza la certezza che le bonifiche verranno portate a termine.

La qualità dell’aria

Dobbiamo rifiutarci di accettare il superamento dei limiti di sostanze dannose nell’aria come un dato di normalità.

Una delle certezze dei mantovani è che quando arriva il freddo i limiti di inquinamento dell’aria vengono regolarmente superati. Succede sempre, senza eccezioni. Scatta l’allarme, ma si attende che sia la pioggia a ripulire provvisoriamente l’aria, o la primavera a spegnere i camini delle abitazioni.

Le conseguenze del superamento dei limiti sulla salute sono ampiamente dimostrate. Il fatto che con il passare degli anni non sia sostanzialmente migliorata la situazione, nonostante l’avanzamento tecnologico degli scarichi di auto, industrie e riscaldamenti, significa che sono mancati interventi strutturali.

Definire i dati in linea con il resto della Pianura Padana, o citare l’assenza di un clima ventilato non è in alcun modo una risposta e, dopo tanti anni, nemmeno un’attenuante.

Occorre dunque elaborare una strategia per ridurre l’inquinamento atmosferico, basata sulle seguenti azioni:

1. Definire un piano antismog. Si deve uscire dall’ottica delle ordinanze “tampone” e provvedere ad un piano antismog, come quello ad esempio di cui si è dotato il Comune di Milano in accordo con la Provincia.

2. Mobilità alternativa rispetto all’auto. Serve agire con decisione sulla mobilità alternativa rispetto all’auto, rafforzando i mezzi pubblici e disincentivando l’ingresso in città delle auto. Si tratta di misure che, per avere efficacia, devono essere concordate con l’area vasta della Grande Mantova.

3. Teleriscaldamento. E’ necessario concordare con Tea una nuova strategia, in cui il teleriscaldamento può giocare un ruolo importante. Oggi esso copre una parte importante di città e la rete ha rappresentato un ingente investimento, che tuttavia è lontano dall’essere ottimizzato. Allacciarsi è costoso e i vantaggi in bolletta non si vedono. È comprensibile che i cittadini siano diffidenti. Per persuaderli, il Comune dovrebbe introdurre incentivi fiscali e riduzioni in bolletta. Più cittadini riscalderanno le proprie abitazioni con teleriscaldamento e minori saranno le emissioni. È un’opportunità enorme che non stiamo utilizzando a pieno.

4. Trasparenza sui dati ambientali e sanitari. Si tratta di un sistema da estendere e completare, non da pensare ex novo: esistono già strumenti per la rilevazione dei dati ambientali, numerose banche dati da porre on line e uffici amministrativi con personale che già con la precedente amministrazione era incaricato di recuperare ed elaborare dati riferiti allo stato di benessere dell’ambiente e dei cittadini.

La qualità dell’acqua e delle acque
L’acqua a Mantova è uno dei tanti esempi di come una risorsa può diventare un problema. L’acqua è stata elemento imprescindibile per lo sviluppo industriale della città e lo può essere ancora oggi, sia dal punto di vista infrastrutturale che per l’utilità nei processi chimici.

Detto ciò lo stato dei laghi è sotto gli occhi di tutti e il problema non è imputabile all’industria chimica. Le sostanze inquinanti sono soprattutto raccolte dal corso del Mincio e dai suoi affluenti, con un’incidenza fondamentale delle attività agricole.

Quanto alla balneabiltà dei laghi, si tratta di un tema che non deve essere percepito come utopia ma come l’obiettivo ultimo da conseguire attraverso un cronoprogramma di interventi e obiettivi, scanditi e misurabili, attraverso i quali migliorare in modo graduale la qualità delle acque.

Promozione di corretti stili di vita
La salute di ogni persona dipende da un delicato equilibrio tra il proprio genoma, ovvero il patrimonio genetico ereditato dai genitori, e l’ambiente in cui si nasce, si cresce, si conduce la propria esistenza.
Il concetto di ambiente va inteso nella sua accezione più ampia, ovvero un insieme di condizioni sociali, economiche, di stile di vita personale e di comunità tale da risultare determinante per il benessere psicofisico e per la qualità del vivere.

Il sindaco di una città naturalmente non può agire sul genoma. Certamente può intervenire, invece, per migliorare le condizioni dell’ambiente in cui viviamo, attuando politiche che riducano le emissioni di sostanze inquinanti e pianificando azioni di recupero e bonifica delle zone più pesantemente compromesse.

Ma sugli stili di vita è lecito che chi governa la città possa intervenire? Certo non lo può fare con ordinanze e provvedimenti, ma un’amministrazione può comunque promuovere un’intensa attività di sensibilizzazione culturale, a cominciare dalle scuole, che aiuti i cittadini a prendere coscienza di come possano diventare i primi soggetti attivi del proprio benessere e della propria salute. Una corretta alimentazione, la pratica sportiva, la rinuncia al fumo e il consumo moderato di alcolici sono fattori di prevenzione fondamentali.

 

Strumenti

• Studio scientifico delle origini dell’inquinamento dei laghi e dei corsi d’acqua al fine di programmare interventi puntuali.

• Dotare tutta la città, quartiere per quartiere, di centraline in grado di misurare con precisione la qualità dell’aria.

• Costruire un sistema di open data sull’inquinamento atmosferico, e in generale sui dati ambientali e sanitari, in modo che qualsiasi cittadino, collegandosi al sito del Comune di Mantova, possa accedere con immediatezza a tutte le informazioni sull’ambiente in cui vive e sulla relazione fra ambiente e salute. Per farlo occorre incrociare i dati ambientali e anagrafici con quelli epidemiologici in modo organizzato e strutturato e non episodico, come avvenuto nella ricerca sulle diossine del 2009.

• Incentivi fiscali e riduzioni in bolletta per l’allacciamento al teleriscaldamento.

• Programma di sensibilizzazione culturale in materia di salute e corretti stili di vita, a cominciare dalle scuole.